domenica 1 marzo 2015

Giappone - Fuji, giorno 2 - alla vetta e all'onsen

 SECONDO GIORNO !
(continua dalla --> prima parte <-- )





La sveglia è all'una di notte, mi risveglio nel torpore del sacco a pelo dopo sole quattro ore di sonno: sento gridare a gran voce parole giapponesi che non distinguo, ma dev'essere la guida che annuncia la sveglia.
Per chi intende proseguire la scalata è ora di alzarsi e rimettersi in marcia; alcuni decidono di restare al rifugio a dormire fino al mattino, ma io e altri usciamo dai sacchi a pelo. Ci vestiamo e mangiamo in fretta il bento della colazione, per poi uscire nella fredda notte ad alta quota.


Riprendiamo a camminare, i muscoli sono un po' indolenziti, si sente l'effetto della lunga camminata del giorno precedente.
Super imbardati contro il freddo e con le torce frontali, saliamo e saliamo per altre ore, tutti insieme con grande spirito di squadra.  La vetta sembra essere sempre così vicina, eppure non si arriva mai.


Saliamo e saliamo, ormai in alto non c'è vegetazione.
Man mano che si avvicina l'alba, il cielo intorno a noi schiarisce ma c'è molta nebbia e purtroppo non si vede quasi niente; si fanno le quattro e ormai c'è già luce, non abbiamo potuto vedere il sole sorgere all'orizzonte.


L'alba fotografata da chi è rimasto al rifugio!
Raggiungiamo finalmente il "target", il nostro traguardo : la salita è finita, ecco il punto di arrivo, segnato da un pilastro in pietra! Ci riposiamo e facciamo alcune foto vicino ad esso, la guida ci fa i complimenti e tutti si battono il cinque.

...quassù tira un vento gelido e fortissimo, che quasi mi sposta!! E il freddo sembra penetrare nelle ossa.
Tuttavia... la guida ci informa che c'è dell'altro: (tradotto da Felipe) questo, infatti, è il "target" e lo abbiamo raggiunto, la vetta del Fuji, MA...  c'è la possibilità di arrivare al "vero" punto più alto del Fuji. Si può proseguire e vedere qualcos'altro, non capisco bene dove e come, e il costo è di 500 yen.

A causa del freddo e della stanchezza, altri abbandonano di nuovo il loro cammino e si fermano qui, a godersi il panorama; io tremo per il gelo e il vento implacabile , sono quasi tentata di fermarmi qui anche io. Già, QUASI...ma non basta:  penso ... quando mi ricapiterà nella vita di trovarmi di nuovo qui? Già quando: forse mai...
E così mi appello alla mia forza di volontà e quando la guida chiede chi intende proseguire, alzo la mano. Mi guarda un po' stupito, ma sorride, forse sono una delle poche ragazze che a questo punto ha deciso di proseguire. E poi mi dice "Genki, genki! "(energico, in forma) .
Il Fuji Rosso: è un fenomeno che si verifica quando a volte, la luce dell'alba illumina il Fuji che appare come se fosse di colore rosso. Si pensa che quando la si vede , sia di buon auspicio e porti fortuna.
Bene, a questo punto sono quasi le cinque di mattina, e camminiamo, questa volta non in salita, ma percorriamo tutto il bordo del "cratere" del monte Fuji. All'interno ci sono delle piccole vallate con lastrone di ghiaccio, il terreno è brullo ed è rosso, striato.Ad un certo punto la professoressa, che è venuta con noi, indica un punto di vegetazione fitta che si scorge molto sotto di noi. E' quella che è detta "la foresta dei suicidi": le persone che vogliono porre fine alla propria vita , arrivano fino a questo punto e si buttano di sotto. Lo trovo molto rattristante.


Quassù non è facile fare foto, devo sfilarmi i guanti congelandomi le mani, e il freddo scarica le batterie della fotocamera molto più in fretta.
Dopo poco più di mezz'ora , arriviamo finalmente alla meta. A questo punto infatti, non c'è più terreno su cui proseguire, è un vicolo cieco. Sulla vera e propria cima, c'è una stazione meteo e poco più in là, su una roccia, è segnato un cerchietto in rosso.
Quel punto marchiato di rosso, a 3776 metri, è il vero punto più alto del Fuji e di TUTTO IL GIAPPONE!!! Vi sono stati posati degli amuleti e delle monete.


Portiamo le bandiere del mondo sul Fuji 
Facciamo le foto, anche insieme alla nostra affezionata guida-scimmione, mentre tocchiamo la roccia con la mano.

Ora il cielo è limpido e la vista è uno spettacolo... distese verdi, laghi , monti ... e all'orizzonte si vede il mare!
Mi sento viva, sono così in alto, sulla cresta del mondo... sono proprio sulla cima più alta di quell'isola dei sogni chiamata Giappone e da quassù vedo persino l'Oceano!!
E' un'esperienza incredibile!
"AKAMON.... KAI !!"  (vi ricordate il nostro grido di "vittoria"? :D )
...e ancora ,"AKAMON...KAIII !!!"



Dopo esserci goduti il panorama, è ora di tornare verso la base. Finiamo di percorrere la cresta, c'è anche un ufficio postale quassù da cui mandare lettere e cartoline con il timbro del Fuji.
Siccome Mizuguchi Sensei (la mia professoressa) continua a vedermi tremare, mi appiccica alla schiena un favoloso cerotto riscaldante.
Scendiamo un bel po' e mano a mano raccogliamo chi si era fermato indietro, fino al rifugio dove ci ricongiungiamo con tutto il gruppo.



La discesa è lunga, più di quanto sembrasse, inoltre si scivola molto di più che a salire! Inizia anche a piovigginare e la situazione peggiora. Pianto anche un bel volo con tanto di scivolata...
Per fortuna dopo un po' smette di piovere, possiamo proseguire tranquilli e durante la discesa faccio una lunga chiacchierata con la sensei, parliamo di com'è l'Italia, di come mi trovo in giappone e di cosa penso dei Giapponesi, di cosa loro pensano di noi. "gli occidentali sono un po' troppo...diretti." Questo mi colpisce, perchè non è la prima giapponese da cui lo sento dire e forse è vero, loro sono molto più pacati  gentili nel comunicare con gli altri e hanno molto rispetto verso il prossimo, ma ciò forse li rende a volte troppo introversi.



Il mio amico-aiutante Minjae




Ad un tratto riconosco la vegetazione, vedo dei cavalli... sì , siamo vicini alla base, non mi sembra vero!
La discesa pareva interminabile e ovviamente sto morendo di fame.
Ecco il piazzale pieno di gente, i parcheggi con i mezzi di trasporto... rieccoci alla quinta stazione!!
Ci è concessa una bella pausa, durante la quale mi mangio un bel gelato al matcha, e compro qualche souvenir allo shop! Faccio amicizia con una ragazza vietnamita, che naturalmente parla solo il giapponese e pure con una pronuncia strana e non molto semplice da capire.
La guida ci dà anche una specie di patentino che "certifica" che siamo saliti in cima al Fuji-San.

Spille souvenir e patentino Fuji


Finalmente ci accomodiamo sul bus...siamo diretti all'Onsen, per concederci un meritato Relax !!!

L'ingresso dell'Onsen
Gli Onsen sono i bagni termali giapponesi .
Si entra, si prendono gli asciugamani e si va agli spogliatoi: maschi da una parte e femmine dall'altra.
Uomini e donne rimagono in parti separate dell'edificio.
Si mettono le proprie cose nell'armadietto e ci si spoglia completamente, il bagno si fa integralmente nudi.
Prima ci si lava con la doccia, poi si entra nelle varie vasche con varie temperature, di varie dimensioni, con o senza idromassaggio, e c'è anche la sauna.

Onsen giapponese - foto dal web
E' molto rilassante, si sta benissimo, soprattutto dopo due giorni di fatica.... mi sento depurata e tonificata, rigenerata.

Mi rivesto e vado nella saletta da pranzo, dove scopro che mi aspetta un ricco pranzetto: anche in questo caso mi godo questo favoloso e buonissimo bento accompagnato da tè caldo, proprio ciò che ci voleva per completare in bellezza questa gita !

Il bento del pranzo all'Onsen
Riprendiamo poi il pulman per tornare a Tokyo.
Durante il viaggio sonnecchio, facciamo una fermata intermedia a Shinjuku per scaricare parte dei passengeri, per poi arrivare infine alla fermata Tokyo, dove scendiamo e scarichiamo tutte le borse.
Aspetto che tirino giù anche la mia quando a un certo punto mi accorgo che sono finite e che il bagagliaio è vuoto ... e la mia non c'è ...
Guardo in giro , del mio zaino neanche l'ombra e inizio a preoccuparmi ... sempre di più, fino a impanicarmi : nello zaino infatti ho tutto ciò che è importante, passaporto, carta di credito, fotocamera, videocamera, soldi, tutto...
Lo dico alla professoressa, che accertato con l'autista che lo zaino non era da nessuna parte, inizia a fare un giro di telefonate mentre io me ne sto ad aspettare senza capire una parola di quello che dice e Felipe che mi rassicura: "non ti preoccupare. siamo in Giappone. qui non rubano , qualcuno avrà trovato il tuo zaino scaricato per sbaglio e lo avrà portato alla polizia".

...
Morale della favola, sono tornata in metro a Shinjuku, accompagnata da due professoresse e Felipe e Minjae che non volevano lasciarmi da sola, io ovviamente a disagio per il trambusto creato e loro che insistevano per restare con me...
Non ho capito bene come sia andata, ma fatto sta che alla stazione c'era ad aspettarci il ragazzo-guida più giovane col mio zainetto e il sorriso smagliante, e arrivati da lui la sensei ha cominciato a profilare una sfilza di inchini dicendo grazie grazie "arigatou" e scusa scusa ci dispiace tanto "gomenasai"(non la finiva più manco fosse colpa sua). Anche io ho ringraziato imbarazzata e poi siamo tornati verso casa.
Probabilmente , non avendo capito bene le istruzioni in giapponese, avevo lasciato il mio zainetto troppo vicino a quelli di Shinjuku ed era stato scaricato per sbaglio.

Ragazzi che spavento... diciamo che l'effetto relax che avevo ottenuto si è volatilizzato subito XD
Beh, l'importante è che ne sia uscita sana e salva e con una splendida esperienza in più da raccontare!!



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