domenica 9 agosto 2015

Esperienza Hiroshima : una città per la Pace

Salve, amici !
In questi giorni ricorre l'anniversario dei 70 anni trascorsi dalle note tragedie atomiche di Hiroshima e Nagasaki, rispettivamente il 6 Agosto 1945 e il 9 agosto 1945.
Con l'occasione scrivo finalmente questo articolo a cui tengo particolarmente , poiché la visita a Hiroshima è stata per me un'esperienza profondamente toccante ; una di quelle emozioni che si provano solo quando si colgono da vicino e che lasciano qualcosa di indelebile ...

(Luglio 2014)
Da Kyoto, prendiamo lo Shinkansen al mattino presto e in due ore siamo a Hiroshima.
Appena arrivata in stazione compro un Momiji, un dolcetto tipico della zona, ripieno al limone.
Il tempo fuori è un po' nuvoloso , il cielo leggermente grigio.
Camminiamo per la città tranquilla; forse è solo suggestione ma mi sembra di percepire qualcosa di diverso nell'aria, unico di questo posto : una sorta di coscienza collettiva che accumuna queste genti e aleggia palpabile e silenziosa, che racchiude la storia di un popolo che molto ha sofferto e che ancora porta i segni della tragedia, e che sembra sussurrare preghiere di pace.

Hiroshima è costellata di monumenti che evocano il ricordo della storia che l'ha trasformata e che inneggiano alla pace.


L'orologio floreale



Eccoci quasi subito di fronte al celebre simbolo della città di Hiroshima: è l'Atomic Bomb Dome (Genbaku Dome).
Tale edificio era in origine il Centro della camera di produzione industriale .
Quando la bomba esplose , a 600 metri sopra la costruzione e 120 a sudest, incendiò l'edificio uccidendo tutti coloro che si trovavano all'interno.
Parte delle mura dell'edificio rimasero in piedi , mentre il quasi totale resto della città fu letteralmente raso al suolo.


Per molti anni ci fu discordanza tra chi voleva raderlo al suolo, in quanto si riteneva che fosse pericoloso e evocatore di ricordi dolorosi, e chi voleva invece preservarlo come testimonianza.
Oggi lo scheletro dell'A-bomb dome è stato messo in sicurezza cercando di mantenerlo intatto come al momento dell'attacco, e si erge a memoria dell'orrore del nucleare e del suo primo uso che ha segnato la storia di Hiroshima ed è patrimonio mondiale Unesco.


Proseguiamo attraversando il ponte Motoyasu-bashi , e ci troviamo così nell'area chiamata Peace Memorial Park , il parco della pace che rimane in mezzo ai due fiumi Honkawa e Motoyasugawa.


Ed eccoci di fronte al Children's Peace Monument, dedicato ai bambini vittime della guerra.  Al centro c'è una campanella il cui suono di pace riempie continuamente l'aria, perché i bambini fanno la fila per andare a suonarla .
In cima al monumento è rappresentata la piccola Sadako Sasaki che tende una gru d'oro verso il cielo.
Sadako era una bambina giapponese che aveva appena due anni quando la bomba atomica fu sganciata sulla sua città. Anni dopo l'attacco, in seguito a un malore che la colse mentre si allenava nella corsa, fu portata in ospedale e le fu diagnosticata una grave forma di leucemia, conseguenza delle radiazioni atomiche. 
Mentre era in ospedale, un'amica le parlò di una leggenda giapponese la quale narrava che costruendo mille gru di carta avrebbe potuto esprimere un desiderio che si sarebbe realizzato .
Sadako si mise a costruire decine e poi centinaia di gru, animale simbolo di "lunga vita", usando per fare gli origami perfino le scatole dei suoi farmaci .
Faceva tutto ciò non solo nella speranza di poter tornare a correre, ma anche con la forte motivazione di curare i malati , porre fine alla sofferenza e portare la pace.






Quando la piccola Sadako morì , fu sepolta insieme alle sue gru di carta ; da allora turisti, bambini e scolaresche lasciano a Hiroshima centinaia di gru colorate in suo ricordo e per tutti i bambini e le vittime della bomba atomica. Ce ne ce sono moltissime esposte nella vetrina che circonda il monumento, il quale reca la scritta:
Questo è il tuo pianto . Preghiera. Pace nel mondo.



La fiamma della pace brucia incessantemente, di un rosso-arancio vivo, oscillando su un piedistallo che ricorda delle mani congiunte a reggere la fiamma verso il cielo .
E' una fiamma di speranza per la pace eterna nel mondo e simbolo contro le armi nucleari , che trasmette il messaggio:
 " Continuiamo a far bruciare la fiamma fino a che l'ultima arma nucleare non verrà eliminata completamente dalla Terra"



Un altro importante simbolo di Hiroshima è il cenotafio , che reca i nomi di tutte le 200.000 vittime,
costruito sotto un arco attraverso cui si vedono in linea d'aria il laghetto della pace, la fiamma e il più lontano A-Bomb Dome.

HIROSHIMA PEACE MEMORIAL MUSEUM

Il  Museo della Pace di Hiroshima è senz'altro la parte che più mi è rimasta impressa.
Immergermi nella ricostruzione di quel passato commovente è stato profondamente toccante, e desidero trasmettervi quanto più possibile attraverso le parole ciò che io ho provato quel giorno.
Come si può immaginare vi si trovano centinaia di documenti, reperti, fotografie e ci sarebbero così tante cose da scrivere, mi limiterò a raccontarvi alcune di quelle che più mi hanno colpito.

Giungiamo dunque finalmente all'enorme complesso che è il Museo della Pace, una grande mostra curatissima e ricca di materiali che raccontano la storia di Hiroshima prima e dopo la bomba e la sua terribile devastazione.
Tutto sembra comunicare la straordinaria volontà di Hiroshima, una città che ha saputo rinascere, di far conoscere la sua storia, lanciando un appello affinché simili tragedie non si ripetano più nella storia dell'uomo, e promuovendo la pace nel mondo e il disarmo nucleare dell'intero pianeta.


Questo orologio si fermò alle ore 8 : 45 del mattino del 6 Agosto 1945 .  Rappresenta il preciso istante in cui il mondo è entrato nell'Era Nucleare.


Questa è la città di Hiroshima prima dello scoppio della bomba.


Hiroshima un istante dopo l'esplosione, annientata e rasa al suolo .

Entro 0,3 secondi dalla detonazione, la sfera di fuoco in aria crebbe fino a un diametro di oltre 200 metri .
La temperatura sulla sua superficie era di 7000 gradi. I raggi di calore rilasciati devastarono le persone e tutto ciò che si trovava sotto di essa.





Perché la bomba atomica è stata rilasciata su Hiroshima ?
Per assicurare che gli effetti del bombardamento atomico potessero essere direttamente osservati, si sono scelti come potenziali bersagli città con un'area urbana di almeno 5 chilometri di diametro e le incursioni aeree in quelle città sono state proibite. Un ordine è stato emesso per far cadere la bomba atomica su Hiroshima, Kokura, Nigata e Nagasaki . Hiroshima è stata considerata la prima scelta perché era l'unica delle quattro città proposte senza un campeggio di guerra con prigionieri alleati .


Sono esposti una moltitudine di documenti , anche "top secret", a testimoniare ancora da più vicino l'orrore dell'intera vicenda



I DANNI DELLA BOMBA ATOMICA ...

La bomba lanciò un breve flash all'altezza di 600 metri e poi eruppe in un'enorme palla di fuoco che fu come un sole. Tutti gli edifici furono completamente distutti nel raggio di due kilometri dall'ipocentro, mostrando l'enorme potenza dell'arma atomica. I vestiti delle vittime furono bruciati dal calore.


"Zombie tra la vita e la morte" , così vengono definite le vittime come rappresentate in questa ricostruzione.
Immaginate la scena di puro orrore: a causa dell'enorme calore, i vestiti si erano fusi con la pelle bruciata. Lembi di pelle e tessuto penzolavano sanguinanti dai corpi di centinaia di persone terrorizzate che vagavano per la città devastata.




Questa uniforme scolastica appartenne alla quattordicenne Nabuko Shoda, una studentessa del liceo della  Yamanaka Girls High school. Fu esposta alla bomba e fu colpita da bruciature sull'intero corpo. . Il suo viso e entrambe le gambe si gonfiarono e la pelle delle sue mani si esfogliò.
Suo padre era rimasto sepolto sotto le macerie della fabbrica in cui lavorava, le sue gambe erano gravemente malmesse ma con l'aiuto di un bastone, insieme alla moglie Toshiko andarono disperatamente alla ricerca della figlia. La trovarono gravemente ferita il 7 agosto. Suo padre la caricò sulla schiena e portò all'ospedale della croce rossa, dove ricevette solo minime cure. L'8 fu portata nella sua casa semi-collassata, dove morì il 10 agosto . 




Le parti nere di questo tessuto, che rappresentavano dei numeri, hanno assorbito il calore in misura maggiore rispetto al chiaro e sono stati carbonizzate


I turisti si aggirano oggi tra le mura di mattoni fusi con calma e tranquillità , forse immersi nelle loro riflessioni mentre cercano di calarsi nei panni delle vittime che hanno provato inumana sofferenza.

Nella sezione dedicata ai danni sui corpi umani , appaiono foto in bianco e nero di corpo gravemente ustionati , di volti sfigurati dietro la cui maschera di pelle abrasa il terrore è rimasto indelebilmente impresso.
Tra i reperti, ci sono pezzi di vetro, metallo , estratti dai corpi.


La caratteristica che differenziava la bomba atomica dalle altre convenzionali era la radiazione, che aggravò enormemente i danni ai corpi umani .
Decenni dopo , quella radiazione produceva ancora i post- effetti . Leucemia e altri cancri apparirono nel corso dei decenni seguenti mostrando gli effetti anche sui sopravvissuti e  i loro figli .



 Il bambino di quasi quattro anni che giocava con questo triciclo si trovava a 1500 metri dall'ipocentro nel momento dell'esplosione. E' morto la notte stessa per le ustioni riportate.


L'"ombra"  lasciata da una persona che era seduta sugli scalini della banca per aspettare che questa aprisse. A causa dell'esposizione al flash dell'esplosione atomica e l'intenso calore generato, la superficie di pietra si schiarì lasciando un'ombra scura dove stava la vittima, certamente morta sul colpo a causa delle bruciature . 260 metri dall'epicentro.


Numerosi reperti danneggiati dal calore generato.


Muro danneggiato da schegge di vetro sparate a folla velocità contro di esso

Travi di ferro danneggiate

Un muro bianco rigato dalla pioggia nera che scaturì da quella strana nube a forma di fungo sopra le macerie della città, poche ore dopo l'esplosione. Le persone dalla gola ardente di sete si fiondarono a berla mentre scendeva dal cielo, ma era altamente radioattiva.


Oggetti danneggiati e deformati dall'esplosione, un cartello reca la scritta "Toccate pure liberamente, non c'è alcun pericolo di radioattività"


La ricostruzione della bomba little Boy, lunga 3 metri e pesante quattro tonnellate.

Una riproduzione dell'A-bomb dome interna al museo

Una piccola esibizione temporanea raccoglie qualche foto di famiglia in bianco e nero. Il titolo della mostra è Vanish Families. Famiglie svanite. E' un termine forte, che mi fa effetto. Questo che raccontano di generazioni scomparse nel nulla.


Membri della famiglia Suzuki che camminano mano nella mano .


 Questo globo rappresenta le armi nucleari presenti sul pianeta.


Una visione di speranza per il futuro , l'obiettivo di eliminare tutte le armi nucleari presenti sull'intero pianeta entro il 2020.

La visita a Hiroshima mi ha davvero lasciato qualcosa che non scorderò mai. E' impossibile comprendere a pieno la sofferenza disumana che quelle persone, migliaia di innocenti, hanno provato realmente; la confusione di non capire cosa stesse accadendo in quel momento , poi il terrore, lo smarrimento di fronte a quella che poteva sembrare la fine del mondo e chi il dolore, chi la morte , chi il pensiero per i propri cari , per la propria casa... Tutto ciò si può soltanto immaginare.
Nella mia mente, quando penso alla bomba atomica, prende forma una certa immagine che mi sono creata. E' come una fotografia che ritrae un istante preciso: un bambino gioca a pallone spensierato,  sul suo viso non c'è traccia di preoccupazione perché nel sicuro nido del cortile di casa sua è ignaro, lontano anni luce dall'immaginare che un frammento di secondo dopo esploderà l'inferno...

Sperando che abbiate apprezzato il mio post di oggi, vi invito a condividere un vostro pensiero qui nei commenti ! Alla prossima !

"In un milionesimo di secondo, un nuovo sole si accese nel cielo, in un bagliore bianco, abbagliante. In questo secondo, l'uomo che Dio aveva creato a propria immagine e somiglianza, aveva compiuto, con l'aiuto della Scienza, il primo tentativo di annientare se stesso. Il tentativo era riuscito”.




1 commento:

  1. Non ho parole.. Hai scritto ottimamente e ti ringrazio per avermi fatto addentrare un po di più in qualcosa che non conoscievo molto bene.. Mando un un abbraccio all'intera città ed uno pure a te che fa comunque bene all'anima dopo tanta triatezza.. Il 2020 è vicino, speriamo di raggiungere l'obiettivo!
    Buona continuazione :)
    JoTheSummoner

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